DICIOTTESIMA EDIZIONE

Danae compie diciotto anni e nell’anno della sua maggiore età mostra ancora tutta la vitalità e la curiosità di un adolescente, che si affaccia all’età adulta con la consapevolezza della propria esperienza, sempre alla ricerca di percorsi che possano fornire continuamente senso.

E il senso per la continuità del Festival e per noi, risiede principalmente nella possibilità di lavorare assieme agli artisti, immaginando progettualità che vadano al di là della semplice proposta di uno spettacolo all’interno della programmazione. In questi diciotto anni Danae si è modificata, come è giusto che sia. Le nostre antenne si sono fatte sottili e raffinate, in grado di ascoltare i bisogni, intercettare e soprattutto anticipare le novità, il che richiede spesso anche un’assunzione di rischio. Essendo noi stessi artisti non è stato difficile comprendere e accogliere nuove modalità di creazione, progettualità complesse che si esprimono in nuovi formati e che comprendono spesso anche una parte dedicata alla partecipazione, allo scambio, al coinvolgimento dello spettatore e di categorie di cittadini.

Tutte le pratiche a lato degli spettacoli, nazionali ed internazionali, vogliono andare nel senso di un recupero, di una ricostruzione di un tessuto sociale e di una riflessione sullo scenario urbano. Il tentativo di coinvolgere gli spettatori, i cittadini nei progetti artistici non è dettato dalle mode o dall’intenzione di essere accattivanti, ma dalla volontà di creare i presupposti per un incontro tra le persone, un incontro tra i corpi e tutto quello che ne consegue, in dialogo con la materia artistica.

Teatro delle Moire sta realizzando anche un’importante funzione attraverso “Officina LachesiLab”, un progetto che prevede periodi di residenza artistica nel nostro spazio, per la creazione di spettacoli che vengono sostenuti e presentati dal Festival. Durante i periodi di residenza abbiamo inoltre chiesto agli artisti di pensare ad un momento di apertura al pubblico, che ha così potuto avvicinarsi al lavoro ancora in una fase fragile, di studio, di domande, entrando in una relazione differente e più intima con la proposta.

Il Festival, inoltre, è sempre alla ricerca di spazi che possano contenere i progetti che intende presentare e che richiedono sempre meno la sala teatrale. Abbiamo scovato molte aree interessanti e siamo riusciti ad accedere a luoghi che vi stupiranno.

In questo solco, Danae sempre di più attiva e coltiva collaborazioni con realtà del territorio che lavorano a diverso titolo sullo spettacolo dal vivo, con le quali la cooperazione va al di là del semplice uso di una location,  perché poggia su una condivisione artistica.

E, infine, nonostante novembre, vogliamo mantenere fede a quella che è stata una caratteristica del Festival negli anni e cioè l’uso di spazi urbani, possibilità che ci verrà data grazie ai progetti partecipativi, che vi condurranno anche in affascinanti luoghi posti ai margini della città in orari serali/notturni per condividere le ossessioni degli artisti.

Buona visione e buona ricerca!

Alessandra De Santis