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DANAE FESTIVAL XX edizione
18 ottobre > 20 novembre 2018

15 compagnie ospiti /// 15 spettacoli /// 29 repliche /// 1902 spettatori paganti
2 prime nazionali /// 1 prima assoluta /// 1 produzione /// 2 coproduzioni
spazi utilizzati: Assab One, Teatro Out Off, Accademia di Brera, Piscina Natta, DiDstudio, LachesiLAB
per il progetto L’uomo che cammina: Museo del Novecento, Abbazia di Chiaravalle, Piscina Mincio, Hotel Corvetto, Parco Avventura Corvetto e Bosco di Rogoredo, strade piazze e metropolitane, da Piazza Duomo alla periferia sud della città

Ma ecco, vorrei gridare a tutti – attraverso i colpi di martello che si alzano come una dolorosa musica da ogni parte all’orizzonte -, vorrei gridare: lasciate che gli uomini tutti creino qualcosa con le loro mani, o la loro testa, in tutte le età, e soprattutto nella primissima; che imparino le misteriose leggi della struttura e composizione estetica – prima di ogni altra legge – se avete a cuore libertà e società su questa meteora rapidissima che è il vivere (…)
Da Corpo Celeste di Anna Maria Ortese

Danae Festival compie vent’anni e questo importante anniversario ci porta a fare delle riflessioni, a pensare di voler chiarire il pensiero che muove le nostre azioni. In questo tempo non ci siamo mai prefissi un tema da seguire, o delle parole d’ordine: ciò che conta, per noi, è dare spazio alla “cosa artistica” per quello che rappresenta, per quello che agisce, per dare il nostro contributo affinché ci siano più esseri umani possibili a creare con le proprie mani o la propria testa, a inventare e immaginare nuove realtà più vicine alle esigenze profonde dell’uomo e della donna, tutto questo nella speranza di un grande contagio.
Potremmo dire che il tema è che “non c’è tema” – e ci piace anche che queste parole possano significare avere un certo ardire. C’è il cercare e anche osare (appunto), di portare in questa città dei progetti che ci sembra abbiano qualcosa da dire, anche imperfetti, anche controversi, senza la pretesa di lanciare nessun tipo di messaggio, perché pensiamo che l’arte debba essere inutile, ma che tra le cose inutili sia la più necessaria. Ed è importante anche creare delle occasioni attraverso le quali le persone si raccolgano nei luoghi, qualunque essi siano, teatri o altri spazi, invitandole a “stare fuori” con tutto quello che queste due parole possano significare. Trovarsi in un luogo sia chiuso che aperto, chiamiamola piazza, per uno scopo comune, per riconoscersi, ri-trovarsi “fuori”, esserci anche con i corpi e constatare che siamo anche in tanti ad avere necessità di alcuni nutrimenti, ad avere un gusto, una sensibilità e molte curiosità. Ancora di più in questa edizione, come abbiamo pionieristicamente cominciato a fare nel lontano 1999, vi daremo la possibilità di guardare alla città con occhi differenti, portandovi in spazi urbani e non, centrali e periferici, aprendo le porte di antichi palazzi e di luoghi di carattere industriale, per finire anche in una piscina.
Come testimoni di questo importante anniversario abbiamo voluto con noi i maestri, nostri e di molte generazioni, gli artisti, italiani e stranieri, che sono stati presenze fondamentali per il Festival, coloro che abbiamo seguito nel tempo, e anche giovani promesse. Più che in ogni altra edizione marchiamo la necessità di tenere insieme il passato con il presente ed il futuro. Quest’anno Danae inaugura anche una nuova sezione dal titolo Laterale, che raccoglie progetti con formati differenti rispetto allo spettacolo. Sono pensieri, ossessioni, punti di vista, indagini sulle modalità di creazione.
E, infine, abbiamo voluto festeggiare con un progetto che mettesse al centro coloro che questo Festival lo hanno fatto. Così è nato Vent’anni, 45 videointerviste ad altrettanti artisti italiani che hanno fatto parte di Danae, a cui abbiamo chiesto di raccontarci i lori vent’anni. Ne è risultato un emozionante mosaico, che sarà presentato il 4 novembre, giornata di molte sorprese, di brindisi e di chiusura del Festival.
Buon Danae a tutti!
Alessandra De Santis

CALENDARIO
Effetto Larsen [IT] – STORMO®/FLUSSO – 18 ottobre – Assab One
DOM- [IT] – L’UOMO CHE CAMMINA – 20, 21 e 24 > 28 ottobre – Spazi urbani
Raffaella Giordano [IT] – CELESTE Appunti per natura – 23 e 24 ottobre – Teatro Out Off
Annamaria Ajmone [IT] – TRIGGER – 27 ottobre – Sala Napoleonica Accademia di Brera
Steven Cohen [FR] – PUT YOUR HEART UNDER YOUR FEET … AND WALK! – 27 ottobre – Teatro Out Off [PRIMA NAZIONALE]
Enrico Malatesta e Attila Faravelli [IT] – NO ISLAND BUT OTHER CONNECTIONS – 28 ottobre – Piscina Natta [PRIMA ASSOLUTA]
Habillé d’eau [IT] – EUFORIA – 29 ottobre – Teatro Out Off
Barbara Berti [IT] – BAU#2 – 30 ottobre – DiDstudio
Monica Gentile e Marcela Giesche [IT/DE] – FIRE OF UNKNOWN ORIGIN – 30 ottobre – DiDstudio
Francesco Marilungo [IT] – LOVE SOUVENIR – 31 ottobre – Teatro Out Off
Danio Manfredini [IT] – AL PRESENTE – 2 e 3 novembre – Teatro Out Off
Ioannis Mandafounis [CH] – SING THE POSITIONS – 3 novembre – DiDstudio [PRIMA NAZIONALE]
Massimiliano Civica, Michele Di Stefano, Daria Deflorian e Antonio Tagliarini [IT] – LATERALE – 4 novembre – Teatro Out Off
Teatro delle Moire [IT] – VENT’ANNI un progetto di videointerviste – 4 novembre – Teatro Out Off

EXTRADANAE
Raffaella Giordano – Incontro laboratoriale – 25 e 26 ottobre – LachesiLAB
Danio Manfredini – Laboratorio teatrale – 7 > 10 novembre – LachesiLAB

VIDEO TEASER

ESTRATTI DELLA RASSEGNA STAMPA
Incroci ed esperimenti, anche radicali, sono i fattori attraverso i quali Danae Festival in due decenni ha regalato ai milanesi uno sguardo diverso con cui apprezzare i linguaggi della scena.
Daniela Zacconi, ViviMilano, Corriere della Sera

Danza, coreografia, musica, arti visuali, una rassegna che guarda al femminile. Con quel po’ d’ambiguità e mutevolezza insita nella mezza stagione. L’autunno trasfigura e ricrea la natura, aggiungendovi un tocco dissacrante.
Vincenzo Sardelli, Krapp’s Last Post

Danae, la fanciulla del mito fecondata da Zeus con una pioggia d’oro, è cresciuta. Compie vent’anni l’omonimo festival del Teatro delle Moire (…) che ha esplorato la nuova scena nei suoi molteplici linguaggi e ibridazioni tra sperimentazione e provocazione.
Valeria Crippa, Corriere della Sera

Chi c’era, si ricorda le prime edizioni all’Out Off, quando ancora stava in via Dupré. Di quegli inizi underground, estrosi, anarchici, il festival “Danae” ha conservato lo spirito.
Sara Chiappori, TuttoMilano, la Repubblica

“In questi anni”, continuano i due direttori [ndr Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani], “abbiamo esplorato e fatto conoscere alla città i nuovi linguaggi della scena, favorendo la creazione e la contaminazione tra le arti, cercando collaborazioni, coproduzioni italiane e straniere per agevolare la circuitazione e il sostegno dei protagonisti emergenti della scena, creando un progetto di residenza e collaborazione per gli artisti del territorio”.
Claudia Giraud, Artribune

L’uomo che cammina è un itinerario urbano ed esistenziale seguendo a distanza un uomo sulla settantina, alto, magro, capelli e barba bianchi, uno zaino sulla spalla. Il progetto è un’ode alla lentezza, sulle tracce del nostro tempo e della bellezza attorno a noi, a volte sfuggente perché nascosta nel degrado, nelle intimità violate degli spazi e dell’anima.
Scarpe comode, impermeabile oppure ombrello in caso di pioggia, un paio di biglietti della metro: inizia così il nostro viaggio nelle viscere di una città. Usiamo come lente la curiosità per cogliere enigmi, contraddizioni, dettagli visivi e sonori d’ogni genere.
Vincenzo Sardelli, Krapp’s Last Post

Ispirata alla grafic novel di Jiro Taniguchi e con la regia di Leonardo Delogu e Valerio Sirna, l’opera ha per protagonista un uomo che attraversa a piedi la città in un viaggio per esplorare il con ne tra urbano e periferia. Nel suo percorso, l’uomo è seguito da un gruppo di spettatori che ne condividono il cammino, le sensazioni e il serrato corpo a corpo con il reale.
Affari Italiani

C’è un teatro che prende vita per poche ore. Emoziona, intrattiene, fa ragionare. Ma poi scompare veloce veloce. Neanche fosse una canzone che ascolti per radio. Poi ci sono pochi (pochissimi) lavori che invece rimangono impressi come tatuaggi. Sono lì, ogni tanto ti cade lo sguardo, non perdono colore, il ricordo è vivo come un’amicizia. Ecco, i percorsi di Danio Manfredini sono così: non si dimenticano.
Diego Vincenti, Il Giorno

Al Presente è un autoritratto che l’autore dipinge sulla tela: una scena totalmente bianca in cui, in compagnia del suo doppio  immobile, Danio si muove, popolandola dei mille personaggi che abitano la sua mente. Un uomo doppio e diviso. Una parte è immobile, assente, passiva,  in balìa di ciò che accade nel mondo: un manichino. L’altra parte è inquieta, angosciata, attraversata da movimenti e pensieri incontrollabili, dalla memoria di cose e di persone passate, ma ancora presenti nella sua mente.
Modulazioni Temporali

La nudità dell’atto performativo. La forza del gesto come condivisione tra attore e spettatore, nel superamento di ruoli e schemi. A distinguere la XX edizione di Danae Festival è la purezza del contagio, l’istintività scevra da intellettualismi. Danae 2018 è caos demiurgico, attraversamento di generi e linguaggi. Filo conduttore è la capacità visionaria di una scena che non si riduce al palco, ma catapulta in una dimensione senza coordinate spaziotemporali. La centralità è nel corpo come infinita possibilità espressiva, latrice di una ricerca indefinita, senza pretendere di esaurire l’azione scenica in un gesto perentorio o univoco.
Vincenzo Sardelli, Krapp’s Last Post

Danae Festival spegne venti candeline all’insegna della sperimentazione: dichiaratamente privo di un lo conduttore, il festival propone una selezione di spettacoli dal linguaggio ibrido, che variano dalla performance del corpo a quella del suono, dalla danza alla recitazione, dando spazio ad artisti capaci di nutrire il desiderio di gusto, curiosità e bellezza insito in ogni spettatore.
Giada Vailati, Artribune

Al presente è uno spettacolo di vent’anni fa, non risente dell’età perché l’attore mette sé, la sua età, in ciò che fa, nel corpo e nel vivo c’è quello che ha vissuto e visto in questi vent’anni. Non si può spiegarlo del tutto ma è evidente dalla splendida e triste consapevolezza che non lascia mai l’interprete.
Elena Scolari, PAC

Celeste appunti per natura di e con Raffaella Giordano è un assolo di quelli che restano a lungo nello sguardo e nel sentire dello spettatore.
Francesca Pedroni, il manifesto

Caro Tiziano,
scusa il ritardo con cui ti rispondo, ma in questi giorni la mia vita è risucchiata da una performance intitolata L’uomo che cammina, al termine della quale torno a casa tardi, stremato, dopo avere camminato per ore (…).
Antonio Moresco, il primo amore

Quando si parla di performance, portare in scena momenti particolari del proprio vissuto è un grande atto di coraggio: non solo per la generosità con la quale si dà in pasto alla platea un a are privato, ma anche perché, nel caso in cui il linguaggio usato non preveda una tecnica non accessibile a chiunque, la sindrome del “Lo potevo fare anche io!” è dietro l’angolo. Proprio partendo da qui Steven Cohen (Johannesburg, 1962), artista visivo e performer queer di origini ebraiche e sudafricane, è riuscito a scioccare il pubblico di Danae Festival ribaltando magistralmente il discorso.
Giada Vailati, Artribune

RASSEGNA STAMPA
KLP_Danae2018_17.10.18
Artribune_20 anni_19.10.18
ViviMilano_Vent’anni alla ricerca_17.10.18
La Lettura_Un duetto_21.10.18
Corriere della Sera_Tutti i linguaggi_18.10.18_pdf
KLP_Danae XX sulle tracce della Milano segreta_27.10.18
Corriere della Sera_Sull’orlo dell’abisso_27.10.18
Il Giorno_Al Presente, un uomo e il suo doppio_01.11.18
TuttoMilano_Danae_18.10.18
Corriere della Sera_Danae saluta con i suoi interpreti_04.11.18
La Repubblica_Il pubblico vola_18.10.18
KLP_Danae Festival_08.11.18
Modulazioni Temporali_Al Presente_07.11.18
il manifesto_Raffaella Giordano_17.11.18
PAC_Il bianco del tempo e della follia_16.11.18
Artribune_Il confine_18.11.18
Artribune_Un festival per chi non teme la sperimentazione_11.11.18
il primo amore_Il rischio dell’invenzione_17.11.18
chefare_l’uomo che cammina_15.09.19

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