GIO 2 NOV ore 20:30 – DiDstudio

Lenz Fondazione [IT]

DAPHNE_YOU MUST BE MY TREE

Lenz Fondazione, guidato da Maria Federica Maestri e Francesco Pititto, è da anni uno dei protagonisti della ricerca teatrale italiana. Il suo linguaggio, spesso estremo, sempre concettuale, non esclude il confronto con quell’ampia umanità spesso marginale che vive le dinamiche della diversità.
Daphne_You must be my tree è una traduzione visiva, filmica, spaziale, sonora de Le Metamorfosi di Ovidio. La giovinetta senza sangue prende forma dalla silhouette della performer stessa, creando una sagoma-figurina composta da un mosaico di legni, che misurano pochi centimetri. La materia lignea, di sostanza vegetante, aspira a diventare nuovo e vero corpo sprofondando dentro l’attrice. Il corpo di Daphne, a cui è rimasto solo il contatto con la materia, diventa per un attimo eterno e potente quanto il legno.

 

Sugli schermi corrono le parole che dicono l’indicibile. L’ombra il bosco la terra dura. La violenza del dio. Ormai lontano da qui.
[Gianni Manzella_il manifesto_20 aprile 2008]

 

da Le Metamorfosi di Publio Ovidio Nasone
traduzione, drammaturgia e imagoturgia Francesco Pititto Installazione scenica, regia e costumi  Maria Federica Maestri musica Andrea Azzali performer Valentina Barbarini cura tecnica Alice Scartapacchio cura del progetto Elena Sorbi organizzazione  Ilaria Stocchi ufficio stampa  Michele Pascarella produzione Lenz Fondazione

durata: 40 minuti

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Nel 2015 inizia la propria attività Lenz Fondazione.
Fondata il 13 novembre 2014 dalle Associazioni Culturali Lenz Rifrazioni e Natura Dèi Teatri, ne raccoglie l’eredità storica (1986 per Lenz e 1996 per Natura) continuandone, senza soluzione di continuità, e con identico rigore l’azione di ricerca artistica, creazione, formazione, ospitalità internazionale nell’ambito delle performing arts e della sensibilità, ma con una più ampia progettualità artistica, culturale e scientifica. Lenz Fondazione ottiene il riconoscimento come Ente Culturale Riconosciuto dalla Prefettura di Parma il 15 gennaio 2015 e iscritta nel registro delle persone giuridiche private.
Büchner, Hölderlin, Lenz, Kleist, Rilke, Dostoevskij, Majakovskij, Shakespeare, Goethe, Grimm, Andersen, Calderón de la Barca, Genet, Lorca, Bacchini, Ovidio, Virgilio, Manzoni, d’Annunzio: questi gli autori che hanno segnato i progetti monografici e pluriennali di Lenz, a partire dal 1985. I recenti progetti di creazione performativa contemporanea sono il risultato artistico di un approfondito lavoro di ricerca visiva, filmica, spaziale, drammaturgica e sonora. In una convergenza estetica tra fedeltà esegetica alla parola del testo, radicalità visiva della creazione filmica, originalità ed estremismo concettuale dell’installazione artistica, l’opera di Lenz riscrive in segniche visionarie tensioni filosofiche e inquietudini estetiche della contemporaneità.
Lenz esprime una progettualità artistica riconosciuta come una delle più originali e rigorose nel teatro di ricerca italiano ed europeo caratterizzata da un continuo lavoro di indagine sul linguaggio contemporaneo. Nella prima fase del proprio percorso creativo Lenz ha rielaborato i grandi testi classici, ritrascrivendone le pulsioni poetiche in visioni contemporanee. La densità del lavoro performativo è simmetrica all’intensità, eccezionalità, unicità degli interpreti, non solo ‘attori’ ma reagenti artistici del testo creativo.

http://lenzfondazione.it/?lang=it/

 

 

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