MAR 30 OTT ore 20.30 – DIDSTUDIO

Barbara Berti [IT]

BAU #2

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talk post spettacolo, modera Alessandro Pontremoli

Vincitrice del Premio Scenario 2017, la Berti è una giovane artista, il cui lavoro affonda le radici in una densa ricerca (coreutica, fisica, filosofica) e che sorprende per un segno autoriale già molto maturo. Portatrice di un carattere performativo audace, la sua è una danza molecolare occupata più ad ascoltare ciò che accade che a (di)mostrarsi, una danza dai movimenti rallentati e fluidi che si discosta per radicalità da tante proposte che pure affrontano, la questione dell’identità. Bau#2 è una performance sfolgorante, ipnotica e coinvolgente, punto di convergenza rituale tra pratiche meditative, danza e parola, elaborate attraverso un approccio squisitamente coreografico e concettuale. Una coreografia del pensiero durante la quale l’artista tenta di esprimere verbalmente ciò che pensa, un lavoro complesso in cui rielabora anche le micro-informazioni captate dal pubblico, tradotte in inserti fisici e vocali, alle volte di un’auto-ironia spiazzante.

dalla serie BAU – Coreografia del pensare concetto, coreografia, danza, testo Barbara Berti consulenza drammaturgica Carlotta Scioldo danzatrice e assistente luci Liselotte Singer produzione TIR Danza progetto vincitore premio Scenario 2017

durata 40 minuti

Barbara Berti è una giovane danzatrice e performer che ha sviluppato un metodo sorprendentemente innovativo, centrato sull’esplorazione delle connessioni invisibili fra corpo e mente, fra subconscio e percezione cosciente del reale. Nasce a Bologna e lavora tra l’Italia e Berlino, collaborando con performer e danzatori come Judith Seng, Tino Sehgal, Gabi Schilling e Isabelle Schad e sviluppando contestualmente una propria dimensione autoriale ed un personale linguaggio coreografico grazie al contributo di discipline ibride quali instant composition, body-mind centering, meditazione e contact improvisation. Vince il premio giuria del festival 100° Berlin HAU2 con I am a shape, in a shape, doing a shape (2014), selezionato per la Vetrina della Giovane Danza d’Autore e per il Premio GD’A–Giovane Danza d’Autore dell’Emilia-Romagna 2017. Nel 2017 vince in ex-aequo Premio scenario con BAU#2–Dalla serie Coreografia del pensare. Dal 2016 è un’artista sostenuta da TIR Danza.

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