MERC 23 OTT ore 20.30 – SPAZIO FATTORIA/Fabbrica del Vapore

ALESSANDRA CRISTIANI [IT]

CLOROFILLA

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Alessandra Cristiani è una performer e danzatrice di rara potenza. Il suo corpo, esposto spesso in completa nudità, è il meraviglioso sacro abito, misterioso e ambiguo, che l’artista ha costruito negli anni e che offre allo sguardo dello spettatore, come una soglia che seduce verso un invisibile, un non dicibile. Un paesaggio, il corpo, come luogo e viaggio che chi guarda compie. Ispirata dalla poesia di Marcello SambatiClorofilla è una riflessione sul corpo come “reliquia”. La necessità è di guardare poeticamente al non addomesticato, allo scomodo, al vivente minaccioso, come se fossero questi i confini da abitare ed esplorare, dei confini ciechi dove recuperare forze e realtà.

progetto e performance Alessandra Cristiani luce Gianni Staropoli materiali sonori e voce Marcello Sambati ambientazione fotografica Elena Rosa fotografia Daniele Vita
produzione PinDoc, in collaborazione con Lios, con il sostegno di Armunia Festival Inequilibrio e Officina Dinamo – Fucina Creativa, con il contributo di La società dello spettacolo, Centro di Residenza Foligno InContemporanea, con il sostegno di MIBAC, Regione Siciliana

durata 50’

Foglio sala

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Alessandra Cristiani si muove come un animale ferito, mordendosi i polsi, leccandosi la pelle, portatore – nel suo trovarsi al limite tra morte e vita – di una sacralità muta, inesprimibile ma comprensibile.
(Graziano Graziani)

Non ci sono qui gesti significativi: l’essenza di Clorofilla infatti non va cercata in ciò che si mostra allo sguardo ma nel suo invito all’abbandono, a quel continuo riversarsi di flussi tra corpo umano e corpo spaziale (che non “circonda” invisibilmente la performer bensì è con essa un tutt’uno traspirante, un abitato abitarsi). Come la luce (Gianni Staropoli) è in lotta, apparentemente immobile, con la verticalità della propria dilatazione-dispersione, così la gravità del peso corporeo di Cristiani è in rapporto di prostrazione e levitazione con un cielo che non c’è e pur si vede.
Giulio Sonno

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Alessandra Cristiani, performer e danzatrice approda alla danza attraverso una personale esplorazione del training fisico dell’attore. Dal 1996 indaga il pensiero e la pratica dell’Ankoku Buto (“danza tenebrosa”), movimento attivo in Giappone negli anni Cinquanta. Riceve il Premio Excelsior come migliore attrice per il corto La foto, regia di Sara Masi, 1997. Crea e dirige con la compagnia Lios, la Rassegna Internazionale di Danza Buto Trasform’azioni (2001-2011). Con il progetto La fisica dell’anima. Francesca Stern Woodman vince il sostegno Scenari Indipendenti 2008. Del 2009 è il Progetto Eliogabalo, residenza coreografica con il danzatore Akira Kasai sostenuto dal Paji Europe Japan Foundation. Per il biennio 2011-13 è coreografa in residenza per l’Accademia Filarmonica di Roma inserendo performance in natura nel Festival Internazionale della Danza 2013. Nel 2015 è allieva ospite nel Tenshi Kan, centro di ricerca per la danza in Giappone del danzatore Akira Kasai. Ottiene docenze a contratto presso l’università di Roma Tre per il triennio accademico 2016/19 nella progettualità di indagare le radici espressive tra l’Ankoku Buto e L’Euritmia Steineriana. Tiene corsi di formazione e cicli di laboratorio sulla danza performativa esplorando nuovi linguaggi corporei. Lavora come solista e stabilmente nella compagnia Habillé d’eau diretta da Silvia Rampelli presentandone i lavori in Italia, Polonia, Bosnia, Francia, Stati Uniti.

http://www.alessandracristiani.com/

Marcello Sambati, poeta regista e drammaturgo, fondatore di luoghi teatrali reali e utopistici; protagonista del teatro italiano di ricerca degli ultimi trent’anni. Creatore nel 1980 di Dark Camera e del teatro Furio Camillo di Roma, ha collaborato con artisti della scena contemporanea nazionale ed internazionale. Ha pubblicato e messo in scena testi teatrali e sillogi poetiche tra cui Eros, Liebe (Dark Camera 1991), Carta dei respiri e Tavolette Apule(I Quaderni del Battello Ebbro 1996 e 1998), Prometheu e L’Opera delle farfalle (Flore & Faune 1998 e 2000), Natura Requiem e Tenebre (La Camera Verde 2009 e 2010). Esitazioni (Empiria 2016). Apparire, Essere (Spazio Oscena 2017) Del 2018 Margine, Meraviglia: la scena corporea di Marcello Sambati (Editoria & Spettacolo).

www.darkcamera.idra.it

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