MERC 30 OTT ore 20.30 – SPAZIO FATTORIA/Fabbrica del Vapore

MARCO D'AGOSTIN [IT]

AVALANCHE

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Premio Ubu 2018 come miglior performer under 35, Marco D’Agostin torna a Danae con uno dei suoi ultimi lavori. Avalanche (valanga) è una danza che fa della parola la condizione fondante al movimento e alla relazione tra i due danzatori in scena, situati forse in un “day after”, all’alba di un nuovo mondo, che agiscono secondo un distillato di parole, suoni e lingue, dopo essersi caricati sulle spalle la loro millenaria tristezza. Tutto quello che non è sopravvissuto agisce, invisibile, su tutto ciò che invece è rimasto e che viene rievocato come regola, collezione, elenco di possibilità. La lingua si articola per ricordare e il linguaggio del corpo viene cesellato per costituirsi archivio della fine.

Al termine dello spettacolo è previsto un incontro con l’artista, condotto da Alessandro Pontremoli, Professore ordinario di Discipline dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Torino.

di Marco D’Agostin con Marco D’Agostin, Teresa Silva suono Pablo Esbert Lilienfeld luci Abigail Fowler movement coach Marta Ciappina vocal coach Melanie Pappenheim direzione tecnica Paolo Tizianel cura e promozione Damien Modolo coprodotto da Rencontres Chorégraphiques Internationales de Seine-Saint-Denis, VAN, Marche Teatro, CCN de Nantes con il supporto di O Espaço do Tempo, Centrale Fies, PACT Zollverein, CSC/OperaEstate Festival, Tanzhaus Zurich, Sala Hiroshima, ResiDance XL

durata: 1 ora + talk

Foglio sala
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Avalanche, del neo Premio Ubu Marco D’Agostin (miglior performer under 35), è riflesso e mancato, marcato rispecchiamento di quel che siamo, immersi nel vuoto del presente, carichi di ferite invisibili, con la pacatezza di chi non sa cos’è più il ribellarsi né il divergere. Nella demenza precoce ma non feroce, prima dell’articolazione, pieni di fratture: la valanga è passata e ci ha schiacciati senza che quasi nessuno di noi se ne sia accorto.
Krapp’s Last Post

Forse due astronauti, colonizzatori di un pianeta vergine oppure due ritornati Adamo ed Eva in tuta operaia; i danzatori D’Agostin e Silva lavorano e faticano ad articolare parola: mugugnano suoni, soffiano vocali morbide e corpose, le lasciano depositare sugli accennati, ma decisi movimenti che sondano una nuova dimensione dell’esserci.
TeatroeCritica

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Marco D’Agostin
è un artista attivo nel campo della danza e della performance. Dopo una formazione disarticolata con maestri di fama internazionale (Claudia Castellucci, Yasmeen Godder, Nigel Charnock, Rosemary Butcher), consolida il proprio percorso sia come interprete (per la Socìetas Raffaello Sanzio, Alessandro Sciarroni, Tebea Martin, Liz Santoro tra gli altri) che come autore (i suoi lavori ricevono numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali e circuitano dal 2010 ad oggi in tutta Europa).
Nei suoi lavori riecheggiano frequentazioni con gli atlanti geografici, l’opera di M. P. Shiel, i cataloghi di creature estinte e le iconografie generate da video più o meno visualizzati su Youtube. Nella scrittura coreografica l’orecchio è teso alla lezione di Amelia Rosselli in poesia: “Quanto alla metrica poi, essendo libera essa variava gentilmente a seconda dell’associazione o del mio piacere. Insofferente di disegni prestabiliti, prorompente da essi, si adattava ad un tempo strettamente psicologico musicale ed istintivo.”
http://www.marcodagostin.it

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Alessandro Pontremoli
, Professore Ordinario di Storia della danza presso l’Università degli Studi di Torino, è Presidente del Corso di Laurea in DAMS e membro del Collegio dei Docenti del Dottorato di ricerca in Lettere (Curriculum Spettacolo e Musica). È Presidente della Commissione Consultiva Danza del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Direttore della rivista scientifica «Mimesis Journal» e delle collane editoriali: «Tracce di Tersicore» (UTET-Università-Torino); «Studi di Danza» (Baldacchini Editore-Milano). Le sue ricerche vertono sulle forme e le estetiche coreiche, in particolare dei secoli dal XV al XVIII e della contemporaneità; e sul teatro sociale e di comunità. Fra le sue recenti pubblicazioni: Problemi di drammaturgia della danza, in «Il Castello di Elsinore», XXX (2017) 76, pp. 65-81; La danza 2.0. Paesaggi coreografici del nuovo millennio, Roma-Bari, Laterza, 2018. La danza: organizzare per creare. Scenari, specificità tecniche, pratiche, quadro normativo, pubblico (con G. Ventura), Milano, Franco Angeli, 2019.

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