SAB 9 NOV ore 16.00 – DiDstudio/Fabbrica del Vapore

Alessandro Bedosti, Cinzia Delorenzi, Francesca Proia e Silvia Rampelli [IT]

LATERALE

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Rampelli
Proia
Bedosti
Delorenzi

Dopo il successo nella scorsa edizione della nuova sezione dal titolo Laterale, continuiamo ad accogliere e stimolare interventi che non abbiano forma propriamente spettacolare. Laterale è il contesto nel quale invitiamo gli artisti a proporre dei materiali che sono invisibili rispetto al lavoro con cui solitamente si presentano, ma che sono spesso fondanti. Sono pensieri, ossessioni, punti di vista, modalità di lavoro e di creazione. Quest’anno fanno parte della sezione un gruppo di artisti che hanno scelto di lavorare in maniera appartata, quasi ai margini della scena, ricercatori e ricercatrici radicali.

Alessandro Bedosti ha collaborato con Abbondanza/Bertoni, Socìetas Raffaello Sanzio, Claudia Castellucci; Cinzia Delorenzi da vent’anni si forma nel campo di diverse pratiche somatiche con un personale approccio pedagogico; Francesca Proia il cui progetto di creazione è attraversato dallo yoga come filosofia; Silvia Rampelli, Premio UBU miglio re spettacolo di danza 2018, anima della compagnia Habillé d’eau, oltre che filosofa e arteterapeuta.

 Testimone d’eccezione, Attilio Scarpellini, giornalista, saggista e critico teatrale, offrirà una sua riflessione a chiusura della sezione.

durata 2 ore circa + talk
-50% per possessori DANCE CARD
posti limitati prenotazione consigliata

Alessandro Bedosti, attore, danzatore e performer, a partire dagli anni ’90 collabora con molti dei protagonisti della ricerca teatrale italiana ed europea (Michele Abbondanza, Antonella Bertoni, Monica Francia, Paola Bianchi, Socìetas Raffaello Sanzio, Claudia Castellucci). Negli ultimi anni si è dedicato alla creazione di brevi ritratti danzati in qualità di autore e danzatore (“Senza titolo” – 2009, “Quando vedremo un tuo ballo?” – 2010, “Per favore aprite le tende” – 2012, “Das Spiel” – 2014, “Vous êtes pléine de désespoir” con Teatro delle Moire – 2016).
Parallelamente alla sua professione artistica si dedica da molti anni all’insegnamento del teatro e della danza in scuole, università e corsi di formazione.

Cinzia Delorenzi debutta negli anni ’80 nell’ambito della Danza Jazz facendo parte di alcune tra le più significative compagnie dell’epoca (Matt Mattox, Gianin Loringett). Negli stessi anni incontra il Buto di Kazuo Ono e il Teatrodanza di Lindsay Kemp, che la porteranno verso nuovi codici espressivi. Inizia così la sua collaborazione a spettacoli di Giorgio Rossi e Raffaella Giordano (La notte trasfigurata/Il canto della colomba, premio Gardadanza miglior spettacolo ’98, premio della critica DanzaEDanza) rappresentati in Europa, Cina, U.S.A., Canada. In quegli anni danza anche con Roberto Castello. Nell’89 comincia un percorso di creazione autoriale. Con Studio per Primavera (’03-’04) e De Reliquis Aquae (’05) partecipa a diverse rassegne nazionali tra le quali: Danae, Inteatro/Polverigi, Armunia Festival, con le produzioni di Sosta Palmizi, Junge Unde e Danae Festival. Nel ’03 costituisce il gruppo di ricerca Care Estinte (Nostra signora dei Pesci Danae ’06). Dal ’09 al ’12 con la Compagnia Cinzia Delorenzi è artista associato dell’Associazione Sosta Palmizi/MiBAC con spettacoli e performance site-specific ospitati e co-prodotti da Danae Festival, Volterra Teatro, Textura/ delleAli, Rete Open Latitudes – Latitudes Contemporaines (F) Le Manège de Mons/Maison Folie (B). Nel ’15 con il Teatro delle Moire crea lo spettacolo Sante di Scena, e vince il bando I Teatri del Sacro. Nel ’17 co-crea con Claudia Monti e Clelia MorettiOut of this World, progetto di ricerca sulla memoria generazionale. Da oltre vent’anni si forma nel campo di diverse pratiche somatiche, sviluppando un approccio pedagogico e una pratica artistica che mette in relazione l’aspetto della cura nel processo di trasformazione dell’artista e della persona attraverso laboratori in natura nei boschi, in ambienti acquatici, nel deserto. Nel ’17 crea Rhizoma/Le Pratiche dell’Ascolto, percorso di formazione in pratiche somatiche integrate a indirizzo trasmissione, tocco e creazione.

Francesca Proia, danzatrice e coreografa, collabora a lungo con il danzatore butoh Masaki Iwana e con il regista Romeo Castellucci. A partire dal 2003 elabora una serie di assoli danzati, con la collaborazione di Danilo Conti, attore, regista e autore. Assumendo di volta in volta concetti specifici e marginali della filosofia yoga, focalizzano il loro lavoro sulla natura del corpo sottile in rapporto a oggetti, spazio e percezione.
Interessata da sempre alle pratiche di rinnovamento percettivo, giovanissima si diploma insegnante di yoga. Tutto il suo lavoro è attraversato da un percorso di studio dello yoga che diviene una forma di ricerca poetica appoggiata sulle tecniche sottili.

Silvia Rampelli è laureata in Filosofia e docente del Master in Artiterapie alla Sapienza Università di Roma. Attiva nella scena performativa con Habillé d’eau e in ambito teorico e formativo, sviluppa interventi in contesti di fragilità. Come docente e artista ospite partecipa, tra l’altro, ai progetti: Fabulamundi. Playwriting Europe; Scuola Cònia, corso di Tecnica della Rappresentazione diretto da Claudia Castellucci, Istituto di Ricerca di Arte Applicata Societas, Da.Re. Dance Research diretto da Adriana Borriello.
Habillé d’eau, compagnia fondata da Silvia Rampelli nel 2002, focalizza la riflessione sulla natura dell’atto, sulla scena come dispositivo percettivo, sul dato umano. Al progetto aderiscono Alessandra Cristiani, Gianni Staropoli, Eleonora Chiocchini. Prodotta, tra gli altri, dalla Biennale di Venezia e dal Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale di Pontedera è invitata nei maggiori festival italiani e in Francia, Bosnia, Stati Uniti, Polonia. Numerosi sono i riconoscimenti e i testi critici pubblicati. Nel 2018 ha ricevuto il Premio Ubu come Miglior spettacolo di danza con Euforia, ospite a Danae Festival 2018.

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