INTRO

Ma ecco, vorrei gridare a tutti – attraverso i colpi di martello che si alzano come una dolorosa musica da ogni parte all’orizzonte -, vorrei gridare: lasciate che gli uomini tutti creino qualcosa con le loro mani, o la loro testa, in tutte le età, e soprattutto nella primissima; che imparino le misteriose leggi della struttura e composizione estetica – prima di ogni altra legge – se avete a cuore libertà e società su questa meteora rapidissima che è il vivere (…)
Da Corpo Celeste di Anna Maria Ortese

Danae Festival compie vent’anni e questo importante anniversario ci porta a fare delle riflessioni, a pensare di voler chiarire il pensiero che muove le nostre azioni. In questo tempo non ci siamo mai prefissi un tema da seguire, o delle parole d’ordine: ciò che conta, per noi, è dare spazio alla “cosa artistica” per quello che rappresenta, per quello che agisce, per dare il nostro contributo affinché ci siano più esseri umani possibili a creare con le proprie mani o la propria testa, a inventare e immaginare nuove realtà più vicine alle esigenze profonde dell’uomo e della donna, tutto questo nella speranza di un grande contagio.
Potremmo dire che il tema è che “non c’è tema” – e ci piace anche che queste parole possano significare avere un certo ardire. C’è il cercare e anche osare (appunto), di portare in questa città dei progetti che ci sembra abbiano qualcosa da dire, anche imperfetti, anche controversi, senza la pretesa di lanciare nessun tipo di messaggio, perché pensiamo che l’arte debba essere inutile, ma che tra le cose inutili sia la più necessaria. Ed è importante anche creare delle occasioni attraverso le quali le persone si raccolgano nei luoghi, qualunque essi siano, teatri o altri spazi, invitandole a “stare fuori” con tutto quello che queste due parole possano significare. Trovarsi in un luogo sia chiuso che aperto, chiamiamola piazza, per uno scopo comune, per riconoscersi, ri-trovarsi “fuori”, esserci anche con i corpi e constatare che siamo anche in tanti ad avere necessità di alcuni nutrimenti, ad avere un gusto, una sensibilità e molte curiosità. Ancora di più in questa edizione, come abbiamo pionieristicamente cominciato a fare nel lontano 1999, vi daremo la possibilità di guardare alla città con occhi differenti, portandovi in spazi urbani e non, centrali e periferici, aprendo le porte di antichi palazzi e di luoghi di carattere industriale, per finire anche in una piscina.
Come testimoni di questo importante anniversario abbiamo voluto con noi i maestri, nostri e di molte generazioni, gli artisti, italiani e stranieri, che sono stati presenze fondamentali per il Festival, coloro che abbiamo seguito nel tempo, e anche giovani promesse. Più che in ogni altra edizione marchiamo la necessità di tenere insieme il passato con il presente ed il futuro. Quest’anno Danae inaugura anche una nuova sezione dal titolo Laterale, che raccoglie progetti con formati differenti rispetto allo spettacolo. Sono pensieri, ossessioni, punti di vista, indagini sulle modalità di creazione.
E, infine, abbiamo voluto festeggiare con un progetto che mettesse al centro coloro che questo Festival lo hanno fatto. Così è nato Vent’anni, 45 videointerviste ad altrettanti artisti italiani che hanno fatto parte di Danae, a cui abbiamo chiesto di raccontarci i lori vent’anni. Ne è risultato un emozionante mosaico, che sarà presentato il 4 novembre, giornata di molte sorprese, di brindisi e di chiusura del Festival.
Buon Danae a tutti!
Alessandra De Santis

Continuando ad usare il sito, accetti l'uso dei cookie e della nostra privacy policy. altre informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi