Mercoledì 19 ottobre ore 20.30

Spazio Fattoria/Fabbrica del Vapore

Alessandra Cristiani

Corpus delicti – da Egon Schiele
I tappa

Alessandra Cristiani
Trilogia – la questione del corpo e l’arte di E. Schiele, F. Bacon, A. Rodin

Alessandra Cristiani danzatrice e coreografa, profonda conoscitrice del pensiero e della pratica dell’Ankoku Butoh e presenza iconica della compagnia Habillé d’Eau, incarna totalmente l’idea di corpo come casa, di luogo di mistero e fascino, di luci e ombre. Già presente in altre edizioni del Festival, propone una trilogia ispirata a tre grandi artisti: Egon Schiele, Francis Bacon e Auguste Rodin. La trilogia indaga il valore della corporeità nell’epoca contemporanea e l’incidenza del corpo carnale nelle arti performative, prendendo ispirazione dall’arte di queste tre grandi personalità, autori irriducibili che hanno messo in crisi e rivoluzionato il segno iconografico seguendo necessità e desideri intimi e personali.

Corpus delicti – da Egon Schiele
I tappa

Cerco una “dislocazione” che porti un altro sentire, alimenti l’utopia di un nuovo linguaggio corporeo. Questi corpi-segni preludono a qualcosa di attuale, sono l’affacciarsi a un volume materico della presenza, taciuto o muto. Allo sguardo, immediata e viva è l’impressione di ricevere da loro la spinta di un dietro a volte colmo, pressato sul davanti ad evocare sigilli arcaici e a tratti un dietro largo e calmo, che inonda la persona, la perimetra. Corpi posati in un “per sempre”, oppure sospesi in uno spasmo, o trattenuti dal barlume di un’intuizione, mai disarmati. Corpi resi stretti, pieni che gridano un esubero, una via di fuga o di conquista di sé nel porsi smisurato.
È necessario far saltare la proporzione aurea, il ricamo rappacificante e lasciare che qualcosa accada impudicamente o che qualcosa sia irriducibilmente. Il corpo e la questione del corpo: materia spirituale, enigma, enormità senza fine. Questo esserne contenuti e al tempo stesso estromessi. Questo disagevole abitarsi perché non se ne riconoscono più gli assi cartesiani, o questa forza dignitosa, banale, sacra, profana di essere solo corpo, emanazione di corpi. (Alessandra Cristiani)

progetto e performance Alessandra Cristiani
musica e suono Gianluca Misiti
luce Gianni Staropoli
produzione PinDoc
coproduzione Teatro Akropolis
con il sostegno di Armunia / Festival Inequilibrio
in collaborazione con Lios, Alfabeto performativo
con il sostegno di MiC – Ministero della Cultura, Regione Siciliana

Nell’incontro previsto al termine dello spettacolo, Alessandra De Santis, direttrice artistica del Festival, sostituirà Samantha Marenzi, impossibilitata a partecipare. 

Evento promosso da Dance Card. Posti limitati

DURATA           60 minuti
INGRESSO        12/10€

Alessandra Cristiani è performer e danzatrice. Dal 1996 indaga il pensiero e la pratica dell’Ankoku Butoh. Studia danza contemporanea con Moses Pendleton, Giovanna Summo, Domenique Dupuy, Hervè Diasnas; tecniche del mimo trasparente con Hal Yamanouchi; danza butō con Masaki Iwana, Akira Kasai, Akaji Maro, Tadashi Endo, Ko Murobushi, Yoko Muronoi, Hisako Horikawa, Toru Iwashita, Daisuke Yoshimoto, Atsushi Takenouchi, Kohshou Nanami, Yuko Kaseki. Crea e dirige, con la compagnia Lios, la rassegna internazionale di danza butō Trasform’azioni (2001-2011). Per il biennio 2011-13 è coreografa in residenza per l’Accademia Filarmonica Romana, inserendo performance in natura nel Festival Internazionale della Danza 2013. Lavora come solista e, stabilmente, nella compagnia Habillé d’eau diretta da Silvia Rampelli (Premio Ubu 2018 per lo spettacolo Euforia), presentando i suoi lavori in Italia, Polonia, Bosnia, Francia, Stati Uniti.


FIGURE DELLA TRILOGIA
Ogni sera convivrà nello spazio della performance un progetto fotografico in tecniche analogiche, digitali e processi antichi di stampa, a partire dal lavoro corporeo e performativo di Alessandra Cristiani.
a cura di Alberto Canu e Samantha Marenzi.