tutti i contenuti saranno disponibili fino a domenica 20 dicembre

Benvenuto e presentazione di Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani - direzione artistica

Danae InOnda, è il titolo di un’insolita versione digitale di Danae Festival. Oltre a suggerire un riferimento radiofonico per la presenza rilevante che avranno le parole, InOnda è anche idea di piena, pensando però a un’inondazione pacifica, non catastrofica, una propagazione delle visioni e delle idee.
Come alcuni/e già sanno, la XXII edizione di Danae Festival ha preso l’avvio il 24 ottobre e il giorno dopo, a seguito dell’ultimo DPCM, si è interrotta improvvisamente.

Dopo questa forzata chiusura, c’è stato avvilimento e ci sono venute a mancare le forze per qualsiasi reazione. Ma, potenza della creatività, sono arrivati dei segnali da parte di alcuni tra gli artisti e le artiste che avrebbero dovuto andare in scena, in cui abbiamo colto il desiderio, che è anche il nostro, di non lasciare che tutto finisse così.

Questo è stato il primo stimolo per rimetterci in moto per portare a compimento in altra forma, il Festival, immaginando una proposta digitale che non fosse un surrogato di ciò che non poteva essere mostrato dal vivo. Andare verso qualcosa di inedito per noi e per gli/le artisti/e, che potesse avere radici nel progetto originario, ma non necessariamente.

Nasce così Danae InOnda che nella diversità delle proposte mantiene la multidisciplinarietà del Festival: si tratta di materiali sonori, video, scritti, conversazioni a cura di coloro che erano parte della programmazione. Un dono per noi che li abbiamo accolti e per chi vorrà fruirne.

Insomma, dentro il baratro che ci si era aperto davanti è fiorito qualcosa di insospettabile, segni di presenza, della volontà di non farsi intimidire dalla sensazione di impotenza.
Le proposte saranno via via disponibili in accumulo i primi tre giorni, per poi essere fruibili tutte assieme per i restanti due.
Buon viaggio!

SILVIA GRIBAUDI + SARA MICHIELETTO + ELISABETTA ZAVOLI

A TASTE OF CAMBIUM

CAMBIUM avrebbe dovuto debuttare il 1 novembre a Danae Festival, ma a causa del secondo lockdown ci siamo fermate. Abbiamo deciso di rimettere in gioco il lavoro con nuove suggestioni. 
I materiali proposti sono riflessioni in un tempo di residenza durante il secondo lockdown che siamo felici di condividere con voi. 

CAMBIUM 
Perché Cambium? Il cambio è il nome dato al tessuto embrionale interposto tra il legno e il libro (nel fusto e nelle radici) che assolve alla funzione di accrescimento e di sviluppo nelle piante. L’etimologia stessa della parola esprime la funzione del cambiamento e, per esteso, del generare nuove cellule, nuova vita. Cambium è un progetto artistico vivente, aperto, non risolutivo, che si nutre degli stimoli e delle domande che i “clorofilliani” ci pongono, con la loro stessa esistenza. Rispondere a quelle domande ci permette più profondamente di rispondere alla domanda che da sempre accompagna ognuno di noi: “Chi siamo”? 

Sara è musicista.
Silvia danza.
Elisabetta è una fotografa.
in CAMBIUM facciamo esercizi abitando la prospettiva dei clorofilliani.

Silvia Gribaudi è un’artista attiva nell’arte performativa. Il suo linguaggio coreografico attraversa la performing art, la danza e il teatro, mettendo al centro della ricerca il corpo e la relazione col pubblico. La sua poetica si avvale di una ricerca costante di confronto e inclusione con il tessuto sociale e culturale in cui le performance si sviluppano. Il suo linguaggio artistico è l’incontro della danza con la comicità cruda ed empatica.
Tra le sue performance ricordiamo A corpo libero (vincitore premio giovane danza d’autore 2009), What Age are you acting? (progetto europeo ACT YOUR AGE su invecchiamento attivo attraverso l’arte della danza), R.OSA (candidato premio UBU 2018), Graces (Vincitore Premio Danza e Danza 2019) e Humana Vergogna creazione per Matera Capitale Europea della cultura creazione all’interno del progetto la Poetica della vergogna. Nel 2021 debutterà con il nuovo lavoro Mon Jour! a Torinodanza festival.
silviagribaudi.com

Sara Michieletto, violinista del Teatro La Fenice di Venezia, ha collaborato con la London Philharmonic Orchestra, la BBC Orchestra, e con alcuni fra i più celebri musicisti del mondo: Chung, Muti, Maazel, Masur, Sinopoli, Pretre, Gardiner, Gergiev. Si è esibita in diverse formazioni cameristiche ed è stata premiata in numerosi concorsi. Dal 2015 suona come solista a livello internazionale (Asia, Europa e Africa) col progetto da lei ideato “Emotion for Change”. Nel 2019, viene selezionata tra 350 artisti di tutto il mondo, assieme alla fotografa Elisabetta Zavoli, per la residenza artistica Labverde nella foresta amazzonica. 
musicoforemotion.org

Elisabetta Zavoli dal 2009, ha vissuto per 4 anni in Algeria e successivamente 6 anni in Indonesia, lavorando come fotogiornalista freelance su questioni di genere e su questioni ambientali legate all’inquinamento e ai cambiamenti climatici. Vince numerosi premi tra cui, nel 2016, il Journalism Grant for Innovation in Development Reporting dallo European Journalism Centre (EJC). Le sue fotografie sono state, inoltre, pubblicate sulle maggiori riviste internazionali. Nel 2019 viene selezionata, assieme alla violinista Sara Michieletto, per partecipare alla Residenza Artistica Labverde nella foresta amazzonica brasiliana.
elisabettazavoli.com

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JACOPO JENNA + ROBERTO FASSONE

ALCUNE COREOGRAFIE - Film

Un film coreografico che parla della danza attraverso la danza e che con essa si confonde fino a produrre nuove immagini. Diviso in due parti distinte si svela, in questo contesto online, lo scheletro del progetto eliminando ogni traccia della presenza performativa della danzatrice Ramona Caia. 

Un primo tempo è stato creato da Jacopo Jenna attraverso un cut-up di vari frammenti video montati in dinamica, frugando tra la storia della danza e della performance, attraversando il cinema e internet, in cerca di una materia cinetica sensibile. Nella seconda parte il film si travasa in un video originale dell’artista Roberto Fassone, che offre una sequenza di coreografie visive, paesaggio simbolico dove l’umano è assente ma che ancora riflette su quella materia intangibile di cui la danza è fatta. 

Jacopo Jenna è un coreografo, performer e film maker. La sua ricerca indaga la percezione della danza e la coreografia come una pratica estesa, generando vari contesti performativi in cui ricollocare il corpo in relazione al movimento. Laureato in Sociologia, si forma nella danza presso Codarts (Rotterdam Dance Academy). Si occupa di formazione e percorsi educativi per varie fasce di età elaborando nuove strategie di relazione con l’arte performativa. Ha collaborato in Europa con compagnie stabili, progetti di ricerca coreografica e vari artisti tra cui Jacopo Miliani, Caterina Barbieri, Roberto Fassone, Ramona Caia, Bassam Abou Diab. Il suo lavoro è prodotto e supportato da spazioK/Kinkaleri. Ha presentato i suoi progetti presso i più importanti festival ed istituzioni della scena e dell’arte contemporanea.
jacopoj.it 

Roberto Fassone è un artista visivo e performer. Il suo lavoro riguarda strutture nascoste, giochi surrealisti, storie bizzarre, coincidenze fortunose, sottili trasformazioni e il funk di Minneapolis. Negli ultimi anni ha esposto e performato il suo lavoro presso importanti istituzioni italiane ed internazionali dell’arte visuale.  

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ENRICO MALATESTA + CRISTINA KRISTAL RIZZO

PEZZI ELEMENTARI PER L’INCENDIO DEL TEMPIO #1

“L’interesse per tale e particolare argomento è tale che perfino la Radio si è occupata dell’argomento nell’agosto del 1949, descrivendo attraverso il microfono da parte di un fantasioso radiocronista, la suggestione e la bellezza di uno spettacolo pirotecnico notturno”.
A. Izzo (30 settembre 1949). Prefazione a Pirotecnia e Fuochi Artificiali manuale pratico e ricettario per chi fabbrica fuochi artificiali e chi vende materie prime per usi pirotecnici/Attilio Izzo – Milano: Ulrico Hoepli, 1950.

Pezzi Elementari per l’incendio del Tempio consiste in tre brevi testi dedicati all’anonimo radiocronista menzionato nella prefazione di Pirotecnia e Fuochi Artificiali, l’esaustivo manuale di A. Izzo, pubblicato da Hoepli Milano nel 1950. I pezzi, scritti assemblando frasi e parole riconducibili allo stesso manuale di A. Izzo, sono la trascrizione del possibile commento live a uno spettacolo pirotecnico fantastico e i cui effetti riverberano nel testo diventando istruzioni d’azione per una performer/fuochista immaginaria e intenta a incendiare il palcoscenico del cielo.

Parte di Lily Star
Lily Star è una selezione di testi modificati, annotazioni antropologiche, aneddoti, falsità e frammenti di parole raccolti e poi assemblati dall’autore durante diversi anni di lavoro come venditore di fuochi d’artificio. Il lavoro sul campo è stato quindi ampliato attraverso ricerche basate su internet; il libro presenta un flusso di informazioni riguardanti le implicazioni socio-culturali ed ecologiche, la retorica del commercio, le normative, l’estetica semantica delle nomenclature e delle descrizioni, l’aberrazione dell’uso dei fuochi d’artificio e la presenza sinestetica di suoni e luci della pirotecnica in diversi contesti di celebrazione e spettacolo. Lily Star è un palcoscenico per il potere effimero dei fuochi d’artificio e il suo trasferimento dal cielo al mezzo del testo.

Enrico Malatesta, percussionista attivo in ambiti di ricerca posti tra musica, performance e pedagogia; la sua pratica esplora le relazioni tra suono, spazio e movimento con particolare attenzione alle modalità di ascolto, alla vitalità delle superfici e al poliritmo, inteso come definizione di informazioni multiple attraverso un approccio ecologico e sostenibile all’atto percussivo. Dal 2010 conduce un lavoro sul campo e un’indagine approfondita sulle implicazioni dialettiche, sociali e spettacolari in riferimento alla pirotecnia e ai fuochi d’artificio.
enricomalatesta.com

Cristina Kristal Rizzo, dancemaker, è attiva sulla scena della danza contemporanea italiana a partire dai primi anni 90. Basata a Firenze, si è formata a New York alla Martha Graham School of Contemporary Dance, ha frequentato gli studi di Merce Cunningham e Trisha Brown. In Italia ha collaborato con diverse realtà artistiche tra cui il Teatro Valdoca, Roberto Castello, Stoa/Claudia Castellucci, MK, Virgilio Sieni Danza, Santasangre. È tra i fondatori di Kinkaleri, compagnia con la quale ha collaborato attivamente attraversando la scena contemporanea internazionale e ricevendo numerosi riconoscimenti. Dal 2008 ha intrapreso un percorso autonomo di ricerca coreografica. 
cristinarizzo.it

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TEATRO DELLE MOIRE

VENT'ANNI #1

Per questa inedita forma di Danae abbiamo deciso di proporre dei “fuori onda”, uno dei quali è la possibilità di visionare, per la prima volta online, il video Vent’anni del Teatro delle Moire, un progetto di videointerviste realizzato nel 2018 per il ventennale del Festival, suddiviso in tre parti per questa occasione. Le interviste vedono coinvolti/e 45 tra gli artisti e le artiste che hanno fatto parte di Danae negli anni e a cui abbiamo chiesto di raccontare i propri vent’anni, gli scenari, i luoghi, il rapporto con la questione artistica.  

L’arco di tempo è compreso tra l’essere stati ventenni alla fine degli anni ’70 fino ad arrivare ai primi anni 2000. Ne è uscito un mosaico di epoche, ritratti di ambienti, scelte, folgorazioni, emozionante e sorprendente, che in maniera riflessa racconta anche di noi e del nostro Festival e da cui emergono temi, riflessioni e risonanze che vanno al di là dei dati autobiografici, poiché riguardano ogni essere umano nel percorso della propria determinazione. 

Il Teatro delle Moire è un’associazione culturale fondata a Milano nel 1997 da Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani, la cui attività va dalla produzione  di spettacoli, all’organizzazione di eventi, alla formazione. Interessato a indagare nuove forme di linguaggio, le sue produzioni non si possono ascrivere in nessuna categoria specifica, avendo tutte in comune un lavoro di ricerca tra teatro e danza, al di fuori di ogni codice formale. Nel tempo gli spettacoli di Teatro delle Moire sono stati rappresentati in numerosi festival, teatri e contesti. Dal 1999 Teatro delle Moire cura a Milano Danae Festival, che nel 2009 vince il Premio Hystrio.  
teatrodellemoire.it 

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MARTA CIAPPINA 

ANTICAMERA

Diario di un’operaia della danza attende pazientemente di essere sfogliato.
L’anticamera è un prologo che anticipa la lettura dei diari, una pagina strappata da quaderni di appunti didattici. Un racconto sintetico, preambolo a un ipotetico training per movers, in cui alloggiano schegge, frammenti e scaglie di letture e di articoli raccolti durante l’autunno.
La voce sgangherata, imperfetta e zampillante di erre maldestramente arrotate, guida l’interlocutore in un processo di messa a fuoco anatomica che, supportato da un’attitudine microscopica, permetta alle reminiscenze ingombranti di planare con volo lento da altitudini elevate, la testa, fino a depositarsi sugli archi plantari. La graduale e paziente scalata verso la conquista di una condizione di vacuità e leggerezza appare l’antefatto per accedere a un training somatico domestico.

Marta Ciappina danzatrice, coach e didatta, si forma principalmente a New York al Trisha Brown Studio e al Movement Research. Come danzatrice affianca, tra gli altri, Daniele Albanese_Compagnia Stalk, Compagnia Daniele Ninarello, John Jasperse Company, Luis Lara Malvacias, Gabriella Maiorino, Ariella Vidach – AiEP. Dal 2013 collabora con la compagnia MK, gruppo di punta della scena contemporanea, guidato da Michele Di Stefano, Leone d’Argento alla Biennale Danza di Venezia del 2014. Nel 2015 inizia la collaborazione con Alessandro Sciarroni, Leone d’oro alla Biennale Danza di Venezia del 2019. Contemporaneamente partecipa alle creazioni della compagnia svizzera Cie Tiziana Arnaboldi ed apre la collaborazione con Chiara Bersani per i progetti Goodnight, Peeping Tom e The Olympic Games, creato in sinergia con Marco D’Agostin. Nel maggio 2019 lavora come performer con il regista Carmelo Rifici per la mise en espace de I Cenci.

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ANNAMARIA AJMONE + SILVIA CALDERONI 

VENEZIA, GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE, 2020

Annamaria Ajmone è una danzatrice e coreografa. Al centro della sua ricerca c’è il corpo inteso come materia plasmabile e mutevole capace di trasformare spazi in luoghi creando parallelismi e sovrapposizioni temporali. Come coreografa, ha presentato i propri lavori in numerosi festival di danza, teatro e performing art, musei, gallerie d’arte e spazi atipici. Collabora con diversi artisti su progetti di varia natura e durata tra cui Canedicoda, Palm Wine, Muta Imago, Sara Leghissa, Jacopo Miliani, Francesco Cavaliere, Bienoise, Industria Indipendente. Come danzatrice, ha lavorato con Alias Compagnie, Ariella Vidach, Daniele Ninarello, Santasangre, Cristina Kristal Rizzo, Mithkal Alzghair, Moritz Ostruschnjak. Per Matera capitale della Cultura Europea 2019 cura le coreografie per Abitare l’operaPrologo tra i Sassi / La Cavalleria Rusticana con la regia di Giorgio Barberio Corsetti. Nel 2015 vince il premio Danza&Danza 2015 come Miglior interprete emergente – contemporaneo. È tra gli organizzatori di Nobody’s Business in Italia, piattaforma di scambio di pratiche tra artisti. È artista associata a Triennale Milano Teatro per il triennio 2019- 2021. 
annamariaajmone.com 

Silvia Calderoni, attrice e performer, si avvicina al teatro con la scuola di formazione del Teatro Valdoca e dal 2005 collabora continuativamente con Motus. Nel 2011 è a fianco di Judith Malina nello spettacolo The plot is the revolution. È inoltre protagonista degli spettacoli Nella tempestaCaliban Cannibal, della semi-opera King Arthur e dell’acclamato “solo” MDLSX per cui collabora anche alla drammaturgia. Il suo lavoro attoriale è stato insignito di numerosi premi: Premio Ubu per miglior attrice under 30, MArteAward, Premio Virginia Reiter, premi come miglior attrice protagonista al Fringe Festival di Dublino e al festival MESS di Sarajevo. Nel 2011 esordisce al cinema con il film La leggenda di Kaspar Hauser di Davide Manuli, al quale seguono i film Riccardo va all’inferno di Roberta Torre, Amori che non sanno stare al mondo di Francesca Comencini e Una storia senza nome di Roberto Andò, Last Words di Jonathan Nossiter. Dal 2016 ha iniziato un lavoro indipendente sulla formazione teatrale e performativa tenendo, insieme all’attrice Ilenia Caleo, laboratori in diversi contesti. Nel 2019 inizia a lavorare per la televisione con Romulus, serie di Sky diretta da Matteo Rovere.  

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DAVIDE TIDONI

AVONDKLOK

Un paio di placche metalliche fissate sotto le scarpe amplificano la presenza di una persona che cammina in strada. Una deriva notturna rompe il silenzio del coprifuoco e sfida la restrizione utilizzata come misura di controllo della crisi pandemica.

Consigliato l’ascolto in un luogo silenzioso.

Davide Tidoni è artista e ricercatore. Interessato alla dimensione relazionale dell’ascolto e all’esperienza fisica del suono, crea lavori di diverso formato che includono la performance dal vivo, l’intervento, la registrazione audio, il video e l’ascolto guidato. Ha pubblicato un’etnografia sonora sul gruppo ultras BRESCIA 1911 (The Sound of Normalisation, Oxford Brookes University). 
davidetidoni.name 

6' 41"

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ENRICO MALATESTA + CRISTINA KRISTAL RIZZO

PEZZI ELEMENTARI PER L’INCENDIO DEL TEMPIO #2

“L’interesse per tale e particolare argomento è tale che perfino la Radio si è occupata dell’argomento nell’agosto del 1949, descrivendo attraverso il microfono da parte di un fantasioso radiocronista, la suggestione e la bellezza di uno spettacolo pirotecnico notturno”.
A. Izzo (30 settembre 1949). Prefazione a Pirotecnia e Fuochi Artificiali manuale pratico e ricettario per chi fabbrica fuochi artificiali e chi vende materie prime per usi pirotecnici/Attilio Izzo – Milano: Ulrico Hoepli, 1950.

Pezzi Elementari per l’incendio del Tempio consiste in tre brevi testi dedicati all’anonimo radiocronista menzionato nella prefazione di Pirotecnia e Fuochi Artificiali, l’esaustivo manuale di A. Izzo, pubblicato da Hoepli Milano nel 1950. I pezzi, scritti assemblando frasi e parole riconducibili allo stesso manuale di A. Izzo, sono la trascrizione del possibile commento live a uno spettacolo pirotecnico fantastico e i cui effetti riverberano nel testo diventando istruzioni d’azione per una performer/fuochista immaginaria e intenta a incendiare il palcoscenico del cielo.

Parte di Lily Star
Lily Star è una selezione di testi modificati, annotazioni antropologiche, aneddoti, falsità e frammenti di parole raccolti e poi assemblati dall’autore durante diversi anni di lavoro come venditore di fuochi d’artificio. Il lavoro sul campo è stato quindi ampliato attraverso ricerche basate su internet; il libro presenta un flusso di informazioni riguardanti le implicazioni socio-culturali ed ecologiche, la retorica del commercio, le normative, l’estetica semantica delle nomenclature e delle descrizioni, l’aberrazione dell’uso dei fuochi d’artificio e la presenza sinestetica di suoni e luci della pirotecnica in diversi contesti di celebrazione e spettacolo. Lily Star è un palcoscenico per il potere effimero dei fuochi d’artificio e il suo trasferimento dal cielo al mezzo del testo.

 

Enrico Malatesta, percussionista attivo in ambiti di ricerca posti tra musica, performance e pedagogia; la sua pratica esplora le relazioni tra suono, spazio e movimento con particolare attenzione alle modalità di ascolto, alla vitalità delle superfici e al poliritmo, inteso come definizione di informazioni multiple attraverso un approccio ecologico e sostenibile all’atto percussivo. Dal 2010 conduce un lavoro sul campo e un’indagine approfondita sulle implicazioni dialettiche, sociali e spettacolari in riferimento alla pirotecnia e ai fuochi d’artificio.
enricomalatesta.com

Cristina Kristal Rizzo, dancemaker, è attiva sulla scena della danza contemporanea italiana a partire dai primi anni 90. Basata a Firenze, si è formata a New York alla Martha Graham School of Contemporary Dance, ha frequentato gli studi di Merce Cunningham e Trisha Brown. In Italia ha collaborato con diverse realtà artistiche tra cui il Teatro Valdoca, Roberto Castello, Stoa/Claudia Castellucci, MK, Virgilio Sieni Danza, Santasangre. È tra i fondatori di Kinkaleri, compagnia con la quale ha collaborato attivamente attraversando la scena contemporanea internazionale e ricevendo numerosi riconoscimenti. Dal 2008 ha intrapreso un percorso autonomo di ricerca coreografica. 
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TEATRO DELLE MOIRE

VENT'ANNI #2

Per questa inedita forma di Danae abbiamo deciso di proporre dei “fuori onda”, uno dei quali è la possibilità di visionare, per la prima volta online, il video Vent’anni del Teatro delle Moire, un progetto di videointerviste realizzato nel 2018 per il ventennale del Festival, suddiviso in tre parti per questa occasione. Le interviste vedono coinvolti/e 45 tra gli artisti e le artiste che hanno fatto parte di Danae negli anni e a cui abbiamo chiesto di raccontare i propri vent’anni, gli scenari, i luoghi, il rapporto con la questione artistica.  

L’arco di tempo è compreso tra l’essere stati ventenni alla fine degli anni ’70 fino ad arrivare ai primi anni 2000. Ne è uscito un mosaico di epoche, ritratti di ambienti, scelte, folgorazioni, emozionante e sorprendente, che in maniera riflessa racconta anche di noi e del nostro Festival e da cui emergono temi, riflessioni e risonanze che vanno al di là dei dati autobiografici, poiché riguardano ogni essere umano nel percorso della propria determinazione.  

Il Teatro delle Moire è un’associazione culturale fondata a Milano nel 1997 da Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani, la cui attività va dalla produzione  di spettacoli, all’organizzazione di eventi, alla formazione. Interessato a indagare nuove forme di linguaggio, le sue produzioni non si possono ascrivere in nessuna categoria specifica, avendo tutte in comune un lavoro di ricerca tra teatro e danza, al di fuori di ogni codice formale. Nel tempo gli spettacoli di Teatro delle Moire sono stati rappresentati in numerosi festival, teatri e contesti. Dal 1999 Teatro delle Moire cura a Milano Danae Festival, che nel 2009 vince il Premio Hystrio.  
teatrodellemoire.it 

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venerdì 18 dicembre

FABIO BONELLI 

IL SOGNO DI 100 CANDELE, OMBRE

Una performance concerto che è stata interrotta appena prima di iniziare.
Una sorta di grande carillon azionato dal calore delle candele.
Un’opera che parla di luce e buio, suono e silenzio, azione e attesa.
Di tutto questo, per ora, le ombre e i riflessi su un muro bianco, 
paesaggi immaginifici e meccanismi in movimento, nascosti,
in attesa di essere svelati.

Fabio Bonelli è un musicista e creativo cresciuto musicalmente come chitarrista dei Milaus. Dal 2007 ha sviluppato numerosi progetti, alla continua ricerca di un’unione tra quotidianità e incanto: Musica da cucina (concrete folk per chitarra e tavolo apparecchiato), Matita (collettivo di disegnatori ritmici), dBEETH(DJ set di musica classica su vinile), Sit In Music (indie pop per essere umano e band di pupazzetti), Kosmophon (concerto per chitarra e vecchi vinili di musica etnica), Sii Bih Dii (improvvisazioni aperte su vinili per birdwatchers). 
Ha creato colonne sonore per documentari e per teatro e creato installazioni sonore/sound design per rassegne collaborando con artisti visivi.  

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ENRICO MALATESTA + CRISTINA KRISTAL RIZZO

PEZZI ELEMENTARI PER L’INCENDIO DEL TEMPIO #3

“L’interesse per tale e particolare argomento è tale che perfino la Radio si è occupata dell’argomento nell’agosto del 1949, descrivendo attraverso il microfono da parte di un fantasioso radiocronista, la suggestione e la bellezza di uno spettacolo pirotecnico notturno”.
A. Izzo (30 settembre 1949). Prefazione a Pirotecnia e Fuochi Artificiali manuale pratico e ricettario per chi fabbrica fuochi artificiali e chi vende materie prime per usi pirotecnici/Attilio Izzo – Milano: Ulrico Hoepli, 1950.

Pezzi Elementari per l’incendio del Tempio consiste in tre brevi testi dedicati all’anonimo radiocronista menzionato nella prefazione di Pirotecnia e Fuochi Artificiali, l’esaustivo manuale di A. Izzo, pubblicato da Hoepli Milano nel 1950. I pezzi, scritti assemblando frasi e parole riconducibili allo stesso manuale di A. Izzo, sono la trascrizione del possibile commento live a uno spettacolo pirotecnico fantastico e i cui effetti riverberano nel testo diventando istruzioni d’azione per una performer/fuochista immaginaria e intenta a incendiare il palcoscenico del cielo.

Parte di Lily Star
Lily Star è una selezione di testi modificati, annotazioni antropologiche, aneddoti, falsità e frammenti di parole raccolti e poi assemblati dall’autore durante diversi anni di lavoro come venditore di fuochi d’artificio. Il lavoro sul campo è stato quindi ampliato attraverso ricerche basate su internet; il libro presenta un flusso di informazioni riguardanti le implicazioni socio-culturali ed ecologiche, la retorica del commercio, le normative, l’estetica semantica delle nomenclature e delle descrizioni, l’aberrazione dell’uso dei fuochi d’artificio e la presenza sinestetica di suoni e luci della pirotecnica in diversi contesti di celebrazione e spettacolo. Lily Star è un palcoscenico per il potere effimero dei fuochi d’artificio e il suo trasferimento dal cielo al mezzo del testo.

Enrico Malatesta, percussionista attivo in ambiti di ricerca posti tra musica, performance e pedagogia; la sua pratica esplora le relazioni tra suono, spazio e movimento con particolare attenzione alle modalità di ascolto, alla vitalità delle superfici e al poliritmo, inteso come definizione di informazioni multiple attraverso un approccio ecologico e sostenibile all’atto percussivo. Dal 2010 conduce un lavoro sul campo e un’indagine approfondita sulle implicazioni dialettiche, sociali e spettacolari in riferimento alla pirotecnia e ai fuochi d’artificio.
enricomalatesta.com

Cristina Kristal Rizzo, dancemaker, è attiva sulla scena della danza contemporanea italiana a partire dai primi anni 90. Basata a Firenze, si è formata a New York alla Martha Graham School of Contemporary Dance, ha frequentato gli studi di Merce Cunningham e Trisha Brown. In Italia ha collaborato con diverse realtà artistiche tra cui il Teatro Valdoca, Roberto Castello, Stoa/Claudia Castellucci, MK, Virgilio Sieni Danza, Santasangre. È tra i fondatori di Kinkaleri, compagnia con la quale ha collaborato attivamente attraversando la scena contemporanea internazionale e ricevendo numerosi riconoscimenti. Dal 2008 ha intrapreso un percorso autonomo di ricerca coreografica. 
cristinarizzo.it

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TEATRO DELLE MOIRE

VENT'ANNI #3

Per questa inedita forma di Danae abbiamo deciso di proporre dei “fuori onda”, uno dei quali è la possibilità di visionare, per la prima volta online, il video Vent’anni del Teatro delle Moire, un progetto di videointerviste realizzato nel 2018 per il ventennale del Festival, suddiviso in tre parti per questa occasione. Le interviste vedono coinvolti/e 45 tra gli artisti e le artiste che hanno fatto parte di Danae negli anni e a cui abbiamo chiesto di raccontare i propri vent’anni, gli scenari, i luoghi, il rapporto con la questione artistica.  

L’arco di tempo è compreso tra l’essere stati ventenni alla fine degli anni ’70 fino ad arrivare ai primi anni 2000. Ne è uscito un mosaico di epoche, ritratti di ambienti, scelte, folgorazioni, emozionante e sorprendente, che in maniera riflessa racconta anche di noi e del nostro Festival e da cui emergono temi, riflessioni e risonanze che vanno al di là dei dati autobiografici, poiché riguardano ogni essere umano nel percorso della propria determinazione.  

Il Teatro delle Moire è un’associazione culturale fondata a Milano nel 1997 da Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani, la cui attività va dalla produzione  di spettacoli, all’organizzazione di eventi, alla formazione. Interessato a indagare nuove forme di linguaggio, le sue produzioni non si possono ascrivere in nessuna categoria specifica, avendo tutte in comune un lavoro di ricerca tra teatro e danza, al di fuori di ogni codice formale. Nel tempo gli spettacoli di Teatro delle Moire sono stati rappresentati in numerosi festival, teatri e contesti. Dal 1999 Teatro delle Moire cura a Milano Danae Festival, che nel 2009 vince il Premio Hystrio.  
teatrodellemoire.it 

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DANAE FESTIVAL

OMAGGIO A MASAKI IWANA 

Un anno fa, dal 13 al 21 novembre 2019, Masaki Iwana, uno dei più grandi esponenti della danza Butoh, era a Milano per Danae Festival dove ci ha offerto una straordinaria performance e condiviso il suo prezioso sapere in un laboratorio intensivo
Masaki Iwana purtroppo ci ha lasciati l’11 novembre 2020 e quando scompare un grande artista, un maestro, è un lutto per tutto il mondo.
Ci commuove ripensare a quei giorni trascorsi con lui, per cui ci sentiamo grati e privilegiati.

Vederlo danzare è un’esperienza che non si dimentica, è come salire al Paradiso e scendere all’inferno nel giro di pochi attimi. Tra luce e ombra, tra mistero e svelamento il suo è un corpo totale, capace di incarnare tutte le età, di restituire l’ambiguità dell’essere umano, trascendendo i confini del femminile e del maschile, in continue sorprendenti metamorfosi.

Vogliamo omaggiarlo qui, approfittando di questa inedita ri-edizione della XXII edizione di Danae Festival con la messa on line della video documentazione integrale della performance fatta in quell’occasione.  Ricordando con affetto il suo bellissimo volto dagli occhi vivissimi, riportiamo la frase con cui ha concluso la performance e che ha voluto esprimere in italiano:
Non esiste uno stile di vita identico!
Io sono rock and roll
ma tu chi sei?”
[Masaki Iwana] 

La presenza di Masaki Iwana a Danae Festival è stata realizzata con la preziosa collaborazione di Cristina Negro.
La videodocumentazione, effettuata il 20 novembre 2019 presso la Fondazione Mudima, è stata realizzata da Filippo Michelangelo Ceredi. 

Masaki Iwana (Giappone, 1945 – Francia 2020) è stato uno dei danzatori butoh più apprezzati del Giappone, ha creato e presentato più di 500 performance che l’hanno fatto conoscere nel mondo intero (Tokio, New York, Parigi, Londra, Roma, Atene, ecc.).

Ha inoltre realizzato il suo primo lungometraggio nel 2008 Vermilion Souls, e in seguito Famille d’été (2010), La Princesse Trahison

È stato uno dei pochi danzatori ad essere rimasto fedele allo spirito originario di questa forma di danza, ad averne conservato la forza, la purezza sovversiva, perpetuandone l’anima profonda. 
Masaki Iwana va verso l’essenziale perché non dà alcuna concessione allo sguardo esteriore: ci porta ad abbandonare la nostra posizione di spettatore-consumatore e ci conduce in un aldilà della rappresentazione, nel suo paesaggio interiore. 

In 2019, from 13th to 21st November, Masaki Iwana, one of the leading figures in Butoh dance, was in Milan to take part in Danae Festival with an outstanding performance and an intensive workshop where he shared his precious knowledge.
Unfortunately, on 11th November 2020 Masaki Iwana passed away, and when a great artist, a master, dies, the whole world is in mourning.

We are touched by the memory of the days spent with him, a privilege we are grateful for.
Watching him dance is an unforgettable experience, one ascends into Heaven and falls into Hell within few seconds. Between light and shadow, mystery and unveiling, his total body can incarnate any age, can convey the ambiguity of human beings by transcending the boundaries between feminine and masculine, in continuous and surprising metamorphoses.

We want to pay homage to him in this unprecedented version of Danae Festival’s 22nd Edition by publishing online the full video recording of the performance he gave a year ago. In loving memory of his beautiful face and his intense eyes, we quote the lines at the end of his performance, that he wanted to say in Italian:
“Non esiste uno stile di vita identico!
Io sono rock and roll
ma tu chi sei?”
[Masaki Iwana]
(“There is no such thing as an identical life style!
I am rock and roll
but who are you?”)

Masaki Iwana’s participation in Danae Festival was made possible thanks to the precious work by Cristina Negro.
The video, recorded on 20th November 2019 at Fondazione Mudima, was made by Filippo Michelangelo Ceredi.

Masaki Iwana (Japan, 1945 – France 2020) was one of the most highly regarded butoh dancers of Japan. He created and played more than 500 performances that gave him worldwide recognition (Tokyo, New York, Paris, London, Rome, Athens, etc.).
In 2008, he also made his first feature film, Vermilion Souls, followed by Famille d’été (2010) and La Princesse Trahison.
He was one of the few dancers to stick to the original spirit of this dance form, preserving its strength, its subversive purity, and thus perpetuating its profound soul.
Masaki Iwana aims to the essence, with no concessions to the eyes: he makes us leave our role of viewers-consumers and leads us to a place beyond representation, to his inner landscape.

medusa bianca-02

Corteccia

2' 52"

Radici e direzioni

5' 48"

Marta Ciappina_Anticamera

4' 45"

Davide Tidoni_Avondklok

6' 41"

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